Finalissima Italia-Argentina, Mancini: "Sfida aperta"

Finalissima Italia-Argentina, Mancini: "Sfida aperta"

Ct: "Poi iniziamo a programmare per Europei e Mondiali 2026". Cerimonia per l'addio di Chiellini 

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  • Ct: "Poi iniziamo a programmare per Europei e Mondiali 2026". Cerimonia per l'addio di Chiellini 
  • "E' una bella coppa, tra due squadre che hanno vinto due trofei continentali e sono grandi nazionali. Meritano le 90mila persone che saranno allo stadio e noi cercheremo di onorarla". Lo ha detto il ct della nazionale, Roberto Mancini. in un'intervista esclusiva a Rai Sport prima della Finalissima con l'Argentina a Wembley. "Sarà una partita aperta con una squadra straordinaria, loro hanno grandi giocatori e forse il migliore di sempre insieme con Maradona. Noi dobbiamo cercare di fare bene - ha proseguito -. Certo siamo alla fine di una stagione faticosa, nessuno potrà essere al 100% come un anno fa. Comunque c'è in ballo un bel trofeo e proveremo a vincerlo". Da domani, ha proseguito Mancini, "cominceremo a programmare in vista degli europei e dei prossimi mondiali. E' la fine di un ciclo ma non vale per tutti, ci saranno degli inserimenti per il futuro, con ragazzi un po' più giovani". "Il ripescaggio? Ho letto qualcosa, è già successo in altri casi, come alla Danimarca agli Europei. Dovesse accadere, siamo pronti", ha concluso Mancini.

    MANCINI: 'PER IL FUTURO SERVE CORAGGIO' 
     La via della redenzione italiana passerà (per forza) dalla meglio gioventù, da scegliere con logica e coraggio, ma prima c'è la passerella di Wembley, sede della Finalissima contro l'Argentina, che concluderà un ciclo salito sul tetto d'Europa meno di un anno fa, proprio a Londra, ma anche colpevole di aver mancato la qualificazione mondiale lo scorso marzo contro la Macedonia del Nord. Estasi e supplizio di un gruppo di giocatori che il Ct, Roberto Mancini, alla vigilia della sfida contro l'Albiceleste, ringrazia, seppur annunciando un profondo rinnovamento in un prossimo futuro. "La partita di Wembley chiuderà un ciclo - le parole di Mancini -. Non significa che 15/20 giocatori ci lasceranno, ma da mercoledì aggiungeremo a questo gruppo diversi giovani per capire meglio il loro valore e se potremo contare su di loro in futuro. Nel frattempo però dovrò continuare a scegliere i giocatori in base ad un criterio logico. Poi ci vorrà coraggio perché quello nuovo sarà un gruppo giovane che dovrà essere supportato in diversi modi. Non cambieremo l'intera squadra, ma nelle prossime quattro partite, uno due tre o quattro giovani giocheranno". Giovani che magari finora nei rispettivi club di appartenenza non hanno trovato molto spazio. Ma a Londra Mancini ha preferito evitare ogni polemica. "Se i club non fanno giocare i giovani, non posso farci nulla. Io penso a quello che dobbiamo fare noi. Stiamo cercando di lavorare per il futuro, di migliorarci. Cercheremo di conoscere meglio i giovani a nostra disposizione, ma vogliamo anche fare le cose per bene. Certamente non pregheremo nessuno se non vogliono venire. Perché abbiamo già dimostrato di saper comunque vincere un Europeo, nonostante moltissime difficoltà". Contro l'Argentina, però, Mancini deve fare a meno di numerosi potenziali titolari, da Ciro Immobile a Federico Chiesa, da Domenico Berardi a Marco Verratti fino a Nicolò Zaniolo. "E' un grande piacere essere qui, dove a luglio abbiamo festeggiato una vittoria storica. Sicuramente c'è un po' di emozione. E' bello giocare questa partita, Italia-Argentina del resto è una classica del calcio mondiale e sarà una grande sfida. Possiamo dare spettacolo anche se con qualche defezione. Ma anche così siamo forti, così come lo è l'Argentina".