Lazio contro la Francia, 'inaccettabili offese a tifosi'

Lazio contro la Francia, 'inaccettabili offese a tifosi'

Dura reazione del club dopo nota del Ministero Interni Parigi

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  • Dura reazione del club dopo nota del Ministero Interni Parigi
  • (ANSA) - ROMA, 01 NOV - "La decisione del Ministero dell'Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d'andata. A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell'ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni".
        La Lazio prende posizione contro quella che ritiene essere una "inaccettabile offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste e alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi", si legge nella nota del club biancoceleste che fa seguito all'ordinanza in cui il Ministero dell'interno transalpino ha deciso di vietare la trasferta dei tifosi laziali per la partita di Europa League in programma giovedì a Marsiglia.
        Come per l'andata all'Olimpico, in cui fu vietata dalle autorità italiane la trasferta ai tifosi francesi, così per la gara di ritorno la Francia applica la stessa misura. A sorprendere è invece il contenuto delle motivazioni, in cui tra un passaggio e l'altro si fa riferimento al "comportamento violento di certi gruppi di tifosi della Lazio" e a "l'abitudine" di alcuni supporters biancocelesti di "intonare canti fascisti e di fare il saluto nazista". Aspettando "un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani", la Società Sportiva Lazio sottolinea nella nota che "ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali", ricordando come peraltro "la violenza negli stadi è un fenomeno purtroppo ancora diffuso e preoccupante, a partire da quanto è accaduto recentemente proprio al Velodrome di Marsiglia". (ANSA).