Francesco Totti, Olimpico sold out, la Roma saluta suo simbolo

Francesco Totti, Olimpico sold out, la Roma saluta suo simbolo

Evento seguito da tutto il mondo

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  • E' il Totti Day. L'Olimpico è pronto a celebrare il suo totem, il mondo a documentarne l'addio alla maglia giallorossa. Sarà una giornata dalle emozioni forti quella che attende oggi Francesco Totti, in campo per l'ultima volta con la n.10 della Roma.

    Bandiere, maglie con il numero 10 e sciarpe giallorosse pendono dalle finestre dei palazzi in molti quartieri di Roma. Tutto in onore di Francesco Totti che oggi, dopo 24 anni e due mesi di ininterrotta militanza in prima squadra, gioca la sua ultima partita con la maglia della Roma. In particolare il tratto di via Aurelia dove passerà il pullman della Roma per andare allo stadio Olimpico appare tappezzata di bandiere e striscioni dedicati al capitano. Poco più avanti, ma sempre in zona, a Piazza Pio XI, in nottata è stato esposto uno striscione contro l'allenatore Luciano Spalletti: "28 maggio... Te sei levato dal ca...! Ciao Lucia'". Lo stesso Spalletti, secondo alcune ipotesi, avrebbe intenzione di far entrare Totti al 10' del secondo tempo durante la sfida contro il Genoa.

    Totti si racconta 'che fatica lasciare,chiamatemi Francesco' - "Che fatica lasciare, ma se ci reincontriamo, continuate a chiamarmi Francesco". A poche ore dalla fine della sua lunga carriera di calciatore con la maglia della Roma, Francesco Totti si racconta in un video. Dai primi calci al pallone ("e mio papà Enzo che continuava a dire che Riccardo era più forte") all'esordio in Serie A, dai padri putativi Mazzone e Zeman al trionfo Mondiale("dove sono arrivato per miracolo"), agli amici di una vita, Vito Scala, "un confidente leale che mi ha sempre dato dei consigli giusti e Daniele De Rossi, "un fratello": tutto in un lungo video sul profilo "draw my life" del club giallorosso, che si apre e chiude con due frasi che racchiudono l'essenza del fuoriclasse: "Sono Francesco e per molti sono il Capitano, per altri il 10, altri ancora mi chiamano il Cap, poi ci sono stati altri soprannomi, ci vorrebbe una vita per ricordarli tutti. Qualcuno addirittura insiste con il Pupone, ma io sono Francesco: e' il più bel regalo del calcio, rendermi uno di casa nelle case dei romanisti. Continuate a chiamarmi Francesco".

    Alla vigilia con una delle sue battute Totti ha confessato: "E chi dorme stanotte...". Un assaggio di quello che vivrà lo ha già avuto a Trigoria a fine allenamento, con centinai di tifosi in 'pellegrinaggio' nel centro sportivo pur di strappare una foto o un autografo al loro idolo.

    L'effetto Totti-day porterà lo stadio a riempiersi come non accadeva da oltre dieci anni. Sugli spalti per la gara col Genoa saranno in 67 mila a salutare il Pupone diventato gladiatore.

    Tra loro anche la sindaca Raggi, il presidente della Regione Zingaretti, e quello del Coni Malagò. Non mancherà ovviamente il patron James Pallotta che - pur attendendo ancora una risposta dal n.10 riguardo al futuro - sbarcherà per premiarlo in campo dopo averlo visto giocare. "Sarà un privilegio poter essere all'Olimpico per assistere alla fine del primo volume di una carriera leggendaria. Non ci sarà mai un altro Totti. Sono certo che verrà versata più di una lacrima, sia in campo sia sugli spalti, ma domenica sarà la festa di quella che è un'icona, una leggenda nella storia dello sport. È la fine di un capitolo della sua vita e l'inizio di una nuova era".

    Pallotta: non ci sarà mai un altro Totti

     

    In che veste, se da dirigente o altro, sarà Francesco a chiarirlo la prossima settimana. Intanto anche il Trastevere, sua prima squadra quando aveva 8 anni e ci rimase per due, gli ha rinnovato l'invito a chiudere con un'ultima stagione da calciatore lì dove tutto è cominciato, nell'ambito di un progetto benefico-sportivo che coinvolgerebbe anche la Comunità di Sant'Egidio. Ma prima c'è da godersi la festa che la Roma gli ha preparato, con tanto di 'Match Program' celebrativo che sarà distribuito a tutti gli spettatori all'ingresso dello stadio, nel quale sarà presente tutta la famiglia del capitano romanista (genitori, moglie, figli e fratello).

    I cancelli saranno aperti con largo anticipo (alle 15.30, due ore e mezza prima del fischio d'inizio della partita) al fine di rendere più agevole e rapido l'accesso all'impianto, ma resteranno chiusi al termine dell'incontro per motivi di ordine pubblico. L'appuntamento d'altronde è di quelli irripetibili, per questo a Trigoria sono arrivate richieste di accredito da tutto il mondo. Anche la tribuna stampa, quindi, sarà sold out: 567 i giornalisti presenti, di cui 68 in rappresentanza di testate estere, con la Cina a farla da padrone (ben 11 inviati). Il match col Genoa sarà raccontato in Europa ma seguito anche da Qatar, Giappone, Argentina, Messico, Iran, Stati Uniti e Brasile.

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